Compensazione dei crediti in F24, per chi scatta il divieto nel 2026? Rischi e pagamenti ammessi

Una misura che, se da un lato mira a rafforzare il controllo dell’amministrazione finanziaria, dall’altro potrebbe avere impatti significativi su chi usa i crediti fiscali come strumento di gestione della liquidità.

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Tra le novità fiscali inserite nella manovra 2026, c’è la modifica al procedimento di compensazione dei crediti tramite F24. Il governo ha introdotto regole più stringenti, abbassando drasticamente la soglia di debito oltre la quale scatta il blocco totale all’uso dei crediti.

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Cosa cambia per i crediti in compensazione tramite F24 dal 1° gennaio

Fino al 31 dicembre 2025 il limite per poter compensare era fissato a 100.000 euro, dal 1° gennaio 2026 la soglia scende a 50.000 euro. A prevederlo è la manovra 2026. Di conseguenza, se un contribuente ha debiti scaduti (cartelle esattoriali o accertamenti esecutivi affidati all’Agenzia delle Entrate) superiori a tale soglia, non potrà utilizzare alcun credito d’imposta in F24. Queste tasse dovranno essere saldate in denaro.

Il governo ha di fatto cambiato le regole della compensazione orizzontale (tra tributi di diversa natura, ad esempio usare un credito IVA per pagare l’IRPEF o i contributi), introducendo questi nuovi limiti. Mentre resta sempre ammessa la compensazione interna o verticale. Ad esempio, è possibile utilizzare il credito IVA maturato in un anno per abbattere l’IVA dovuta nei periodi successivi, poiché questo non è considerato un utilizzo del credito per estinguere debiti diversi, ma una mera liquidazione del tributo stesso.

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Quali crediti potranno essere usati in compensazione

Nelle prime bozze della manovra era stato previsto il divieto assoluto di compensare i crediti d’imposta agevolativi (come transizione 4.0/5.0) con i contributi previdenziali e i premi INAIL. Tuttavia, durante l’esame al Senato, questa stretta generalizzata che doveva partire a luglio è stata ridimensionata. Oggi il divieto di compensare i crediti d’imposta con i contributi INPS/INAIL resta limitato quasi esclusivamente a banche, assicurazioni, intermediari finanziari e ai crediti derivanti da bonus edilizi (cessione del credito). Per la maggior parte delle imprese e dei professionisti, la possibilità di pagare i contributi dei dipendenti usando i propri crediti d’imposta (IVA o agevolazioni) non è stata eliminata, ma rimane soggetta “solo” al limite dei 50.000 euro di debiti scaduti descritto sopra.

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