Manovra 2026, l’approvazione definitiva: bonus ridotti e confermati, nuove tasse e aumento età pensione

Per evitare l'esercizio provvisorio, l'obiettivo è arrivare al voto finale (favorevole) prima del 31 dicembre

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novità manovra 2026

Il manovra 2026 arriva alla Camera per il voto finale. Dopo il passaggio al Senato, il testo è stato blindato e ha ottenuto la fiducia, confermando 22,3 miliardi di euro per il finanziamento di diverse misure dal prossimo anno. Tra queste, figurano il taglio IRPEF, la modifica delle regole per il calcolo ISEE, il bonus per le mamme potenziato, l’arrivo di bonus per i giovani e nuove tasse per le imprese. Ma non solo, salta lo stop all’aumento dell’età pensionabile, vengono confermati solo alcuni dei bonus edilizi e previsto un aumento della tobin tax.

IRPEF, come funziona il taglio del cuneo fiscale previsto dalla manovra 2026

Con la manovra 2026 arriva la conferma strutturale del taglio del cuneo fiscale per i redditi medio-bassi. In particolare, è prevista la rimodulazione delle aliquote IRPEF, che scendono dal 35% al 33% per i redditi della seconda fascia, ovvero quelli compresi tra 28.000 e 50.000 euro.

Per ridurre la pressione fiscale sul reddito da lavoro dipendente, è anche prevista una tassazione agevolata dei premi di produttività. Quelli erogati ai lavoratori con redditi fino a 80.000 euro vengono tassati al 5% (invece che al 10%) per tutto il 2026. Inoltre, il testo conferma le soglie di esenzione fiscale dei fringe benefit, ovvero i beni e servizi diversi dal denaro, erogati dall’azienda (come rimborsi bollette, buoni spesa o canoni d’affitto). In questo caso il limite di non imputabilità generale rimane a 1.000 euro per la totalità dei lavoratori dipendenti, e sale a 2.000 euro per i dipendenti con figli a carico.

I nuovi incentivi del Conto termico 3.0: a febbraio il nuovo portale per le domande

Sul fronte della transizione energetica, la manovra recepisce le direttive del nuovo portale GSE, introducendo il Conto termico 3.0. Nei fatti, i precedenti bonus edilizi per la riqualificazione energetica vengono sostituiti con procedure interamente digitalizzate.

Il Conto termico 3.0 prevede un contributo in conto capitale, erogato in un’unica soluzione o in poche rate direttamente sul conto corrente del beneficiario. Elimina così le detrazioni IRPEF, riducendo i tempi di rientro dell’investimento per famiglie e imprese. La nuova disciplina privilegia esclusivamente le tecnologie ad alta efficienza come pompe di calore, caldaie a biomassa e sistemi solari termici. Infatti, la norma vieta esplicitamente l’accesso agli incentivi per la sostituzione di impianti con caldaie a gas inquinanti, anche se a condensazione, in linea con le direttive UE green homes.

Il 25 febbraio 2026 è la data di apertura del nuovo portale per le domande. 900 milioni di euro sono invece le risorse stanziate per gli interventi di efficienza.

Come funziona il nuovo credito d’imposta ZES

Per le imprese che operano nel Mezzogiorno, il testo uscito dalla commissione Bilancio conferma il rifinanziamento della ZES unica. L’agevolazione si applica alle imprese di qualsiasi dimensione (piccole, medie e grandi) che effettuano investimenti in strutture produttive situate nelle regioni del Mezzogiorno: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. A queste spetta un credito di imposta per l’acquisto (anche in leasing) di macchinari, impianti e attrezzature nuovi. Può essere richiesto anche per comprare terreni e immobili strumentali all’ampliamento dei fabbricati, ma il loro valore non può superare il 50% dell’investimento totale agevolato.

A seconda del numero di richieste, l’Agenzia delle Entrate può rideterminare annualmente la percentuale di fruizione del credito. Nel 2025, per esempio, è stata pari al 60,38%. Per il 2026, invece, il governo ha aumentato i fondi a 2,3 miliardi per cercare di garantire una copertura più vicina al 100%.

Bonus per mamme lavoratrici, nel 2026 sale a 60 euro al mese

Il bonus mamme nel 2026 si evolve rispetto agli anni precedenti. Il prossimo anno il contributo sale da 40 a 60 euro mensili per le lavoratrici dipendenti (pubbliche e private) e autonome. Restano confermati invece i requisiti d’accesso. Il bonus anche il prossimo anno spetta a chi ha almeno due figli (fino ai 10 anni del più piccolo) o a chi ha tre o più figli (fino ai 18 anni del più piccolo). In entrambi i casi, per aver accesso alla misura il reddito annuo lordo da lavoro deve essere pari o inferiore a 40.000 euro. L’importo è esentasse (non concorre alla formazione del reddito imponibile) e non rileva ai fini del calcolo ISEE.

Inoltre, per il biennio 2026-2027, i datori di lavoro privati che assumono donne con almeno tre figli minori (e disoccupate da almeno 6 mesi) godono di un esonero contributivo totale fino a 8.000 euro annui. La durata dipende dal tipo di contratto. L’incentivo infatti spetta per un periodo totale di 24 mesi per le assunzioni a tempo indeterminato, fino a 12 mesi per quelle a termine.

Nuovi aiuti per i giovani studenti

Tra le novità della manovra 2026 figura il “bonus valore cultura“. A partire dal 2027, i giovani che avranno conseguito il diploma di maturità entro i 19 anni (nell’annualità 2026) riceveranno una carta elettronica dedicata all’acquisto di beni e servizi culturali. Questo strumento, che dispone di uno stanziamento di 180 milioni di euro annui, punta a facilitare l’accesso a cinema, teatri, libri e corsi di formazione artistica o linguistica, senza influire sul calcolo dell’ISEE.

Inoltre, il governo ha deciso di stanziare 250 milioni di euro per le borse di studio universitarie e 20 milioni di euro annui per l’acquisto dei libri di testo. Questi ultimi contributi saranno gestiti dai comuni e destinati alle famiglie con un ISEE inferiore ai 30.000 euro, garantendo così un supporto concreto contro il caro-scuola per gli studenti delle superiori. Anche la mobilità accademica riceve una spinta grazie al rifinanziamento dell’Erasmus italiano con 3 milioni di euro, favorendo lo scambio tra atenei nazionali e la creazione di percorsi formativi innovativi.

Bonus edilizi confermati, ma addio al superbonus

Tra le agevolazioni edilizie confermate nel 2026 c’è il bonus ristrutturazioni. La detrazione resta al 50% per l’abitazione principale (sterilizzando il calo al 36% previsto in precedenza). Mentre le seconde case resta al 36%. Prorogati anche ecobonus e sismabonus, alle stesse condizioni del 2025. Addio invece al bonus barriere architettoniche (75%) e al Superbonus.

Congedi parentali più lunghi e meglio retribuiti

Con la manovra 2026 il limite di età dei figli per usufruire del congedo parentale facoltativo sale da 12 a 14 anni. Ci sono novità importanti anche per i giorni di permesso per la malattia dei figli raddoppiano, passando da 5 a 10 all’anno.

Bonus libri e sostegno alle paritarie

Per contrastare il caro-libri e sostenere la libertà di scelta educativa, arrivano due nuovi strumenti mirati alle famiglie con un ISEE entro i 30.000 euro. Il primo è un bonus libri (finanziato con 20 milioni di euro) che verrà gestito direttamente dai Comuni. Il secondo è un contributo innovativo dedicato a chi sceglie le scuole paritarie. Le famiglie con figli alle medie o al primo biennio delle superiori potranno ricevere fino a 1.500 euro come rimborso per le spese scolastiche.

Rottamazione quinquies confermata: rate fino a 9 anni

La manovra 2026 riconosce ai contribuenti la possibilità di sanare le cartelle esattoriali arretrate senza pagare le sanzioni complete. La nuova rottamazione permetterebbe di estinguere cartelle affidate fino al 31 dicembre 2023 con un piano di pagamento agevolato. L’emendamento approvato in commissione Bilancio al Senato prevede 54 rate bimestrali, fino a 9 anni, con un tasso di interesse ridotto al 3%.

Lo Stato stima che la rottamazione potrebbe portare alle casse circa 9 miliardi di euro nel periodo 2026-2036 se viene approvata in questa forma

Ritenuta d’acconto su fatture B2B e aumento tassazione cripto-attività

La manovra 2026 prevede una nuova ritenuta d’acconto dell’1% sull’imponibile di ogni fattura elettronica per cessioni di beni e prestazioni di servizi tra soggetti IVA. Sono esclusi solo i forfettari e chi già subisce ritenute (es. agenti). Il testo attuale prevede l’operatività dal 1° gennaio 2029, ma la norma viene istituita ora per garantire i saldi di bilancio futuri.

Poi, viene confermato l’aumento della tassazione sulle plusvalenze da cripto-attività, già delineato nella precedente programmazione. La tassazione sale dal 26% al 33% sulle plusvalenze realizzate dal 1° gennaio 2026. Restano tassati al 26% (o zero se non c’è plusvalenza) solo i token di moneta elettronica ancorati all’euro (EMT). Questo per favorire i pagamenti digitali regolamentati rispetto agli investimenti speculativi.

Novità pensioni 2026

La pensione di vecchiaia resta confermata al raggiungimento di 67 anni di età e 20 anni di contributi nel 2026. Tuttavia, per adeguarsi all’aspettativa di vita, salirà di un mese nel 2027, per cui serviranno 67 anni e 1 mese. Nel 2028, si aggiungeranno poi altri due mesi, portando la soglia a 67 anni e 3 mesi.

Tuttavia, la Camera ha approvato un ordine del giorno della Lega per valutare la sospensione degli aumenti dell’età pensionabile legati alla speranza di vita (previsti per il 2027 e 2028). Lo stop dell’aumento dell’età pensionabile salta cioè in manovra, ma il ministro Giorgetti si è impegnato a riparlarne, rimandando un possibile intervento al 2026.

Mentre dal 1° luglio 2026 i nuovi assunti nel settore privato saranno iscritti automaticamente a un fondo pensione, che andrà a finanziare una “seconda pensione” privata, da integrare quella pubblica. Se il lavoratore non vuole aderire, ha 60 giorni di tempo per comunicare la propria rinuncia (meccanismo del silenzio-assenso). Inoltre, dal 1° gennaio 2026, le aziende (anche quelle che raggiungono la soglia dei 50 dipendenti, fino ad ora escluse) dovranno versare il TFR dei lavoratori al fondo INPS o ai fondi pensione. Questa soglia scenderà ulteriormente a 40 dipendenti dal 2032.

Contributi per l’editoria

La versione attuale del testo, prevede risorse aggiuntive per l’editoria pari a circa 60 milioni di euro nel 2026. Le verranno usate per sostenere quotidiani, periodici ed edicole, segnati dalla crisi dei ricavi (pubblicitari e di vendita). In passato analoghe misure prevedevano contributi anche basati sul numero di copie vendute e sul calo dei ricavi. Ma la manovra 2026 in questo caso rimanda ai decreti attuativi la definizione dei bonus e gli incentivi specifici da attivare il prossimo anno.

Tuttavia, anche se il fondo è stato sbloccato, alcune organizzazioni come la FIEG (Federazione italiana editori giornali) hanno osservato che 60 milioni potrebbero non essere sufficienti a rispondere alle necessità del settore, soprattutto alla luce dei cambiamenti strutturali del mercato editoriale.

Iperammortamento e nuovi crediti d’imposta per le imprese

L’iperammortamento per l’acquisto di beni strumentali, viene esteso fino al 2028 per piani industriali di transizione ecologica e digitale. Lo lo Stato abbandona il sistema dei crediti d’imposta (tipico di Transizione 4.0 e 5.0) per tornare a un meccanismo di deduzione fiscale potenziata.

In pratica, non verranno finanziati nuovi bonus da scalare in F24, ma sarà possibile recuperare in dichiarazione dei redditi il costo – maggiorato- dei beni strumentali ammessi (macchinari interconnessi, software avanzati, impianti digitalizzati).

La Tobin tax raddoppia

Trovato l’accordo anche sul raddoppio della Tobin tax a partire dal 1° gennaio 2026, l’imposta sulle transazioni finanziarie, che si applica alle negoziazioni azionarie e ad altre operazioni sui mercati. Sui mercati non regolamentati l’aliquota passa dallo 0,2% al 0,4%. Sui mercati regolamentati passa dall’1% al 2%, per generare maggior gettito e coprire parte delle misure di spesa.

Stretta su detrazioni redditi alti

Non è una nuova tassa in senso stretto, ma produce un aumento del prelievo netto per i contribuenti più abbienti il taglio delle detrazioni previsto. Chi ha un reddito complessivo superiore a 200.000 euro annui subirà una decurtazione forfettaria di 440 euro dalle detrazioni spettanti. Il taglio non tocca però quelle per le spese sanitarie e i carichi di famiglia.

Il nuovo peso della prima casa nel calcolo ISEE

Un’altra novità riguarda il modo in cui l’abitazione principale inciderà sul calcolo dell’ISEE. La soglia della cosiddetta “franchigia” (ovvero la quota di valore della casa che non viene conteggiata) sale a 91.500 euro per le prime case. Inoltre, per ogni figlio convivente dopo il primo, questa soglia aumenta di ulteriori 2.500 euro.

L’INPS incrocerà i dati con l’Anagrafe nazionale della popolazione residente per verificare in tempo reale se il cambio di residenza è reale o se si tratta di una mossa fittizia per ottenere benefici non spettanti.

La tassa sull’oro

Per l’oro fisico e da investimento, debutta la misura che permette di regolarizzare il possesso di lingotti e monete, pagando un’imposta sostitutiva agevolata del 12,5% sul valore attuale (entro il 30 giugno 2026). Questa operazione evita che, in caso di vendita futura senza documentazione d’acquisto, venga applicata l’aliquota del 26% sull’intero importo incassato.

Affitti brevi

L’aliquota della cedolare secca resta invece al 21% per il primo immobile locato, mentre sale al 26% a partire dal secondo. Dalla terza unità immobiliare, la gestione non è più considerata occasionale ma si configura come reddito d’impresa, rendendo obbligatoria l’apertura della partita IVA.

Fondi per attività di influenza russa in Europa

La manovra 2026 prevede uno stanziamento di 200.000 euro per ciascuno degli anni 2026 e 2027 a favore della fondazione Med-Or. Questi fondi servono a finanziare ricerche, studi e pubblicazioni sull’attività di influenza russa in Europa e nel Nord Africa. Come precisato nel testo corretto, lo stanziamento è giustificato come una misura di tutela degli interessi nazionali, finanziando studi indipendenti e analisi su ingerenze e rischi alla sicurezza.

Il contributo del settore bancario e assicurativo

Il settore finanziario è chiamato a sostenere la manovra con un gettito stimato di circa 11 miliardi di euro nel triennio. Per le assicurazioni, si segnala un aumento dell’aliquota sulle polizze RC auto (al 12,5% per infortuni del conducente e assistenza) e un nuovo meccanismo di acconto sulle tasse dei premi entro il 16 novembre.

Le banche, invece, vedranno un aumento dell’IRAP di 2 punti percentuali tra il 2026 e il 2028, oltre a una tassazione specifica sulle riserve patrimoniali. È stata però introdotta una clausola di salvaguardia per le realtà più piccole. Chi ha una base imponibile ridotta potrà beneficiare di una franchigia di 90.000 euro sull’imposta dovuta nel biennio 2027-2028.

Tassa sui pacchi di 2 euro

Infine, resta contributo di 2 euro per ogni pacco ordinato da e-commerce fuori dall’UE. Il contributo, applicato per ciascun ordine, non è una tassa sul prodotto in sé, ma un onere fisso sulla spedizione. Chi acquista da piattaforme extra UE – spesso attratto da prezzi più bassi – potrebbe quindi vedere ridotto il vantaggio economico.

Sigarette e tabacco: confermati rincari dal 2026

L’accisa sulle sigarette salirà a 38,50 per per 1000 pezzi nel 2026. con aumenti proporzionali anche per tabacco riscaldato e liquidi per sigarette elettroniche. Questo si tradurrà in un aumento dei prezzi pari a circa 10-15 centesimi a pacchetto e di circa 10-12 centesimi a confezione per il tabacco.

Per lo “svapo“, subiscono un rincaro del 10% sul prezzo finale. In termini monetari, si parla di circa 1,50 euro in più per ogni flacone da 10 ml. Mentre l’aumento è dimezzato, circa il 5% sul prezzo finale (pari a circa 0,80 euro – 1 euro in più a flacone) per i liquidi senza nicotiva.

L’insoddisfazione di Confimprenditori: “Gestione ordinaria dei conti pubblici non basta”

“La legge di bilancio lascia l’amaro in bocca al mondo delle piccole e medie imprese. Non basta una gestione ordinaria dei conti pubblici quando l’economia reale mostra segnali di sofferenza sempre più chiari. Le PMI rappresentano oltre il 99% delle imprese italiane, producono circa il 65% del valore aggiunto e garantiscono quasi l’80% dell’occupazione privata. Eppure, nella manovra, gli interventi realmente dedicati a questo tessuto produttivo risultano marginali rispetto alle esigenze concrete”. A dichiararlo è il presidente di Confimprenditori, Stefano Ruvolo.

“Il rifinanziamento di alcune misure esistenti, come gli incentivi alla transizione digitale e ambientale, non può essere considerato sufficiente dal momento che meno del 20% delle imprese ha beneficiato in modo significativo degli strumenti di Industria e Transizione 4.0. E anche sul fronte fiscale ed energetico il quadro resta altrettanto critico – continua -. Il costo dell’energia per le imprese italiane continua a essere superiore di circa il 30–40% rispetto alla media di alcuni principali competitor europei, mentre la pressione fiscale complessiva sulle PMI rimane stabilmente sopra il 59%, un livello che frena investimenti, assunzioni e crescita dimensionale. Anche su questi temi la manovra non introduce interventi di sistema, limitandosi a misure tampone. Purtroppo, questa legge di Bilancio, è l’ennesima occasione mancata del governo”.

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