Nella manovra 2026 è stata inserita una nuova norma che blocca i pagamenti PA ai professionisti, in caso di irregolarità fiscale. Dopo settimane di scontro con le categorie professionali (ANC e CNDCEC), nel testo definitivo sparisce l’obbligo di allegare certificazioni fiscali alla fattura, ma viene introdotto un sistema di verifica universale e pignoramento immediato dei compensi.
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Cosa cambia per i pagamenti PA ai professionisti e quali sono le novità 2026
La nuova norma emendata prevede che le PA e le società a prevalente partecipazione pubblica, prima di pagare il professionista, devono verificare se questo è inadempiente per cartelle di pagamento di qualunque ammontare. A differenza della normativa generale valida per le imprese, che prevede controlli solo per pagamenti sopra i 5.000 euro, per i professionisti la soglia viene azzerata.
Se la verifica dà esito positivo (presenza di debiti a ruolo), la PA non si limita a sospendere il pagamento. È tenuta a versare le somme dovute direttamente all’agente della riscossione, fino a concorrenza del debito. Al professionista verrà versata solo l’eventuale eccedenza. La norma si applica esplicitamente anche ai compensi per il gratuito patrocinio, chiudendo ogni dubbio interpretativo.
Superato l’onere di allegare DURC e DURF
Rispetto alle bozze circolate in precedenza, nel testo definitivo della manovra 2026 cade l’ipotesi che prevedeva l’obbligo per il professionista di presentare preventivamente il DURC (regolarità contributiva) o il DURF (regolarità fiscale) insieme alla fattura elettronica. L’amministrazione procederà d’ufficio ai controlli, tramite le proprie banche dati interconnesse. Resta però il fatto che il pagamento non sarà più bloccato in attesa di regolarizzazione (come avviene normalmente per 60 giorni), ma verrà dirottato immediatamente verso le casse dell’Erario per estinguere le cartelle esattoriali notificate.
Le reazioni dei commercialisti e delle associazioni
Nonostante il superamento dell’aggravio burocratico (l’allegazione di documenti), le associazioni di categoria come l’ANC (associazione nazionale commercialisti) e il Consiglio nazionale (CNDCEC) restano critiche. Il punto su cui insistono è la disparità di trattamento, sottolineando di come i professionisti siano gli unici soggetti verso i quali la PA agisce con un controllo automatico sotto soglia e con un meccanismo di incasso diretto che scavalca la procedura ordinaria di pignoramento presso terzi.













Redazione
Il team editoriale di Partitaiva.it